Intelligenza emotiva nei bambini
- infoterraaterra
- 17 mag
- Tempo di lettura: 3 min
A cura di Federica Morselli
Ben ritrovati a tutti voi alla rubrica Crescendo Terra a Terra...
Vi siete mai chiesti se i bambini riescono a provare emozioni... se le emozioni sono innate dentro di loro, oppure è qualcosa che apprendono dai genitori? Sono domande non certo semplici, ma che possono aiutarci a comprendere il meraviglioso mondo dei nostri bambini.
I bambini nascono già con un kit emotivo di base.
Rabbia, paura, gioia, tristezza, disgusto, sorpresa: queste 6 emozioni primarie compaiono nei primi mesi di vita in tutti i bambini del mondo, anche in quelli ciechi dalla nascita. Quindi sì, le emozioni sono innate.
Però il come si usano lo imparano da noi.
Un neonato prova paura e piange: è istinto.
A 3 anni impara da te che se ha paura può venire in braccio invece di urlare.
A 6 anni impara che può dire Ho paura del buio invece di fare i capricci.
Quella è intelligenza emotiva, e si copia guardando i grandi.
Noi genitori siamo il loro primo manuale di istruzioni. Se vedono che tu ti arrabbi e sbatti le porte, imparano che la rabbia = esplosione.
Se ti vedono respirare e dire Sono arrabbiato adesso, ho bisogno di 5 minuti, imparano che la rabbia si può gestire.
Come insegnare a gestire le emozioni
Dare un nome - Sei deluso perché piove e non andiamo al parco. Se lo nomini, lo addomestichi.
Validare, non liquidare - Hai ragione ad essere triste è diverso da Ma dai, non piangere.
Mostrare, non predicare - Loro copiano come reagiamo noi al traffico, alla bolletta, al litigio...
I bambini non nascono viziati o cattivi.
Nascono con emozioni grandi in un corpo piccolo, senza libretto di istruzioni. Tocca a noi darglielo, un giorno alla volta.
Cos'è l'intelligenza emotiva?
L'intelligenza emotiva nei bambini è la capacità di riconoscere, capire e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri. Non è essere sempre calmi: è sapere cosa provi e cosa fare con quello che provi.
Le 5 abilità chiave nella pratica:
1-Riconoscere le emozioni
A 2-3 anni: Sei arrabbiato.
A 6-7 anni: Sei frustrato perché il gioco non funziona.
Dare un nome all’emozione è il primo passo per gestirla.
2-Capire cosa la scatena
Ti sei arrabbiato quando Luca ti ha preso il lego senza chiedere.
Collegare causa-effetto li aiuta a prevedere e prevenire.
3-Gestione, non repressione
Piangere va bene. Tirare calci no.
Si insegna a respirare, chiedere aiuto, allontanarsi 2 minuti, usare le parole.
L’obiettivo non è eliminare la rabbia, ma esprimerla senza fare danni.
4-Empatia: leggere l'altro
Come pensi si senta Sara dopo quello che le hai detto?
Intorno ai 4-5 anni inizia a capire che gli altri provano cose diverse da lui.
5-Usare le emozioni per decidere
Sei troppo stanco per andare al parco adesso. Se ci andiamo rischi di fare i capricci. Meglio domani.
Collega stato emotivo e conseguenze.
Perché conta...
Bambini con buona intelligenza emotiva a 5 anni hanno meno problemi di comportamento a 10 anni, vanno meglio a scuola e fanno amicizia più facilmente. È più predittiva del QI per il successo nella vita.
Allenamento a casa
Fai da specchio - Vedo che sei triste. Vuoi dirmelo? Non sminuire: Non è niente.
Niente prediche durante la crisi - Quando urla, il cervello emotivo ha preso il comando. Prima si calma, poi si ragiona. Abbraccio, silenzio, respiro.
Dai l’esempio - Se tu sbotti e poi chiedi scusa spiegando Ero stanco e ho alzato la voce, scusa, lui impara che sbagliare e riparare è normale.
Campanello d’allarme:
Se a 6-7 anni non sa dare un nome a rabbia/tristezza/paura,
se usa sempre le mani per comunicare,
o se non capisce quando gli altri sono tristi,
parlane con il pediatra.
L’intelligenza emotiva non è innata: è come andare in bici. Si cade, ci si rialza, si impara.
Con affetto,
Tata Fede
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