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Tristezza

Un richiamo interiore che invita a rallentare...



La tristezza è un’emozione che non chiede permesso:

arriva silenziosa, come una bruma mattutina, e si posa nelle profondità dell’anima.

Non è un’emozione negativa, ma un richiamo interiore che invita a rallentare, a fermarsi, a osservare il proprio mondo interno con occhi più sinceri e meno distratti.


È quel peso sul petto, quello sguardo che si abbassa, quei pensieri che scorrono lenti come foglie d’autunno.


È un vuoto che prepara spazio, un lasciar andare che spesso non riusciamo a nominare ma che ci obbliga a trasformarci.


Nella medicina cinese, la tristezza è legata all’elemento Metallo prezioso: un elemento simbolo di logica, pensiero razionale, intelligenza arguta.

Le persone che portano il Metallo dentro di sé possiedono una mente brillante, sempre in movimento, capace di analizzare, comprendere, creare connessioni. Ma quando il pensiero razionale prende troppo spazio e la parte emotiva viene trascurata, quell’argento lucido diventa fragile.


Quando il Metallo è in equilibrio, è leggero e vivace, ottimista: divertente, attivo, pieno di idee e desideroso di realizzarle.

Ma quando si incrina, si fa più pesante: subentrano la tristezza, la preoccupazione, e talvolta un velo di lieve depressione. Il Metallo allora perde la sua lucentezza, come se la ruggine dell’anima si depositasse piano sulle superfici interne.


Questo elemento è associato ai Polmoni e all’Intestino Crasso, organi che parlano di respiro, di scambio, di ciò che lasciamo entrare dentro di noi e di ciò che tratteniamo e che lasciamo andare. Il suo sapore è il piccante, il colore il bianco, la stagione l’autunno — il tempo in cui la natura si ritira, e noi con lei.


A volte questo calo di energia legata all'umore appesantisce il corpo, la mente cerca calore, e il cuore si avvolge in una coperta di malinconia che in eccesso può diventare depressione.


Eppure, la tristezza può anche essere maestra: come in autunno ci consiglia di lasciare andare ciò che nn serve più e di rallentare il ritmo del fare, invitandoci ad un ascolto più profondo dell'Essere;

purifica, come una pioggia che lava vie interiori dimenticate;

ammorbidisce, sciogliendo le corazze e riportandoci all’essenza;

ricorda la sensibilità, quella parte che troppo spesso la frenesia soffoca.


Olii essenziali

accompagnano la tristezza, non la cancellano — e non dovrebbero — ma la accolgono, la scaldano, la rendono più respirabile.

Tra essi: il fiorito Ylang Ylang, dolce e avvolgente; la Menta, fresca e chiarificante; l’Abete bianco, che riossigena e apre il respiro; il Geranio, femminile e armonizzante.


Fiori di Bach



Per accompagnare la tristezza puoi usare Mustard, il Fiore di Bach corrispondente a coloro che sono soggetti ad un'improvvisa malinconia: una forma di tristezza che, come una nube, adombra, improvvisamente e senza causa apparente, la luce e la gioia della vita. Per sua natura Mustard è portato a ritrarsi verso la propria interiorità e a guardarsi dentro.


La tristezza allora diventa un passaggio: una porta socchiusa attraverso cui il cuore può tornare a respirare, lento, profondo, vero.

La stabilità torna a farsi solida.


ATTENZIONE: Questo sito è solo a scopo informativo, non sostituisce in nessun modo il parere del medico!


contattaci per saperne di più!


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